MANIFESTO

ITA

D.A.P.A. è una piattaforma innescata da Jacopo Natoli e Arianna Desideri per condividere Derive e Azioni, cartografie Psicogeografiche e Atmosfere.

D.A.P.A. assembla gruppi temporanei di esplorazione, di gioco, di di-vertimento, studio e ricerca.

D.A.P.A. è un dispositivo per attraversare e osservare lo spazio, per attivare processi mitopoietici, per trovare raccordi psicogeografici, per sospendere il tempo. 

D.A.P.A. è interessata alle zone liminari. 

D.A.P.A. interviene nello spazio, dispone giochi, sovverte e deturna immagini, traccia reticoli, suggerisce dimensioni. 

D.A.P.A. mira al rinnovamento della visione. 

D.A.P.A. pratica risemantizzazione contaminando le categorie. 

D.A.P.A. è mossa dal desiderio di vivere gli spazi come esploratori e pirati, disegnando nuove possibili traiettorie, abitudini e punti di osservazione.

D.A.P.A. definisce questo manifesto temporaneo, parziale e dinamico.

ENG

D.A.P.A. is a platform triggered by Jacopo Natoli and Arianna Desideri for sharing Drifts and Actions, Psychogeographies and Atmospheres.

D.A.P.A. assemble temporary groups of exploration, play, recreation, study and research.

D.A.P.A. is a device for crossing and observing the space, for activating mythopoietic and sympoietic processes, for finding psychogeographic connections, for suspending time.

D.A.P.A. operates in the space, arranges games, groups and rituals, subverts and deturns images, traces reticles, suggests dimensions.

D.A.P.A. is interested in liminal areas.

D.A.P.A. aims at the renewal of the vision.

D.A.P.A. practices resemantisation by contaminating the categories.

D.A.P.A. is driven by the desire to experience spaces as explorers and pirates, drawing new possible trajectories, habits and observation points.

D.A.P.A. defines this manifesto as temporary, partial and dynamic.

BIO

ARIANNA DESIDERI

(1996) Storica dell’arte, critica, curatrice, scrittrice? Odia le categorie. Co-fondatrice di D.A.P.A. con Jacopo Natoli (2019) e di Uragano elettrico con Andreea Nedelcu (2013).
Frequenta il corso magistrale di Storia dell’arte presso l’Università di Roma Sapienza. Si è laureata in Studi storico-artistici con una tesi dal titolo Le pratiche artistiche nello spazio urbano. Roma negli anni Settanta (relatrice Francesca Gallo), in corso di pubblicazione con l’editore Terre Blu (Caserta). Nel 2019, ha tenuto interventi critici al MACRO Asilo e ha svolto il ruolo di assistente per il progetto KS, The man who smiled too much di Pasquale Polidori. Custode di libri, cartoline e memorie dimenticate, gestisce un profilo Instagram (la flâneuresse) dove documenta attraversamenti e scoperte. Intervistatrice di artisti per passione, aspira a costruire il gigantesco Archivio Desideri. Scrive, scrive, scrive.

JACOPO NATOLI 

(1985) Sabotatore e sperimentatore, anartista e maestro ignorante.

Fondatore nel 2019 di Juda – magazine per disadattati degli anni ‘00, di Sgorbio – laboratorio atecnico per l’immagine nuova e D.A.P.A – Derive Azioni Psicogeografie Atmosfere. È stato tra i fondatori del Centro di ricerca sulla relazione tra arte e scienza Numero Cromatico  e della rivista di neuroestetica Nodes (2011-2018). Cofondatore del laboratorio di produzione attraverso materiali di recupero Essa! (2015) e di RES – low budget design studio (2018). Tra i diversi gruppi fondati ricordiamo inoltre Questo è il nostro nome solo per questo concerto e i Disegnatori a tempo perso. Collabora all’utopia reale Simposio.

Progetta, produce e realizza mostre, eventi, laboratori, performance,  azioni, trasmissioni, dispositivi, seminari, proteste, derive, interventi urbani, gruppi, video, edizioni, arredamento, pubblicazioni, opere. Ha scritto e scrive numerosi articoli, saggi ed interviste. Docente di Storia del cinema e del video presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari. Docente di Arte e Immagine presso la scuola secondaria di primo grado. È arteterapeuta con metodo Lacerva. Ha collaborato e collabora con numerose istituzioni museali e scolastiche in Italia e all’estero.

Con un pratica simpoietica, un approccio transmediale e una postura liminare, conduce una ricerca attivista – sperimentalista con lo scopo di estendere il campo della possibilità fino al suo punto massimo, per far emergere nuove forme che sfuggono al codice dominante.

Ha studiato presso la scuola di specializzazione in arteterapia Lacerva (2016-2018), il Chelsea College of Art and Design di Londra (Arti Visive, 2009-2011) e l’Accademia di Belle Arti di Roma (Pittura, 2004-2008).